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pinkmoon
indie mind, marxism-lennonism e altre storie
29 novembre 2008
più che un delfino, una trota. più che una trota, un somaro.

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20 novembre 2008
nero su nero si avvicina il mattino
Repubbica, 19 novembre 2008 -
Ayman al Zawahiri: "Obama servo negro".

Non si dice negro, si dice abbronzato.

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27 ottobre 2008
non guardarmi, non ti sento
mi piacerebbe chiedere a questi guappetti che giocano (e che i media fanno giocare) ai leader studenteschi se hanno letto la cosiddetta riforma gelmini (che sarebbe meglio chiamare tremonti e che di riforma non ha proprio nulla). mi piacerebbe sapere che senso ha mettere problemi con radici e soluzioni diverse in un grande calderone indistinto e cosa c'entrano i continui slogan che richiamano il precariato e le banche. mi piacerebbe chiedergli se hanno dato qualche esame da quando sono all'università, e se sì quanti. vorrei capire come possono ergersi (a 19-20 anni!) a difensori dell'università e della ricerca avendo dimostrato da sempre il più totale disprezzo per l'una e l'altra. sarei curioso di sapere se hanno un pò di passione per quello che studiano, essendo ampiamente finito il tempo della scuola dell'obbligo. mi chiedo come mai molti ricercatori e miei colleghi dottorandi, autori a mio avviso di una analisi lucida e precisa dei problemi, si mescolino a gente che vuole solo fare casino, che vuole guadagnare visibilità o che è rimasta schiacciata dal romanticismo ideologico delle proteste studentesche e che, non avendo argomenti, presta facilmente il fianco alle critiche. vorrei capire cosa intendono questi leader quando dicono di voler salvare l'università, quando non c'è niente da salvare, perchè l'università è stata fatta a pezzi lentamente, programmaticamente, inesorabilmente negli ultimi quindici anni. da destra e da sinistra.  

soprattutto, vorrei capire come abbiamo fatto a lasciare in mano a gente come questa un tema delicato come il futuro della scuola,dell'università e della ricerca.

la mobilitazione contro la gelmini è inutile se non viene accompagnata da una critica che vada a toccare le fondamenta dell'idea stessa di università che la politica ha disegnato gradualmente negli anni. se non si scardina il concetto di università-azienda, se non si ritorna a considerare l'università come il luogo in cui non soltanto si formano le future classi dirigenti e politiche, ma si crea il futuro del proprio paese, se non si ridà alla cultura un valore e una dignità sue proprie, slegate da logiche economiche o politiche, beh allora manifestare contro la gelmini non ha alcun senso. perchè questa "riforma" non è che la logica conclusione di un processo che, se non si scardina a monte, non potrà che figliarne altre di questo tipo, con autori diversi e fatta magari da governi di colore diverso.
ma in perfetta e letale continuità.   

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21 ottobre 2008
ritratto di donna con pistola
Sarah Palin

"Oh, lei è buffa. È già un personaggio nella satira televisiva. Sceglierla come candidata vice-presidente è stata una scelta buffa, una scelta sciocca. Una scelta che mostra poco rispetto per gli Stati Uniti. No, non una scelta saggia. Una scelta che si ritorcerà contro McCain. Gli ha dato un aiuto, al momento: era un divertente, inatteso scherzetto elementare, uno scherzo pop-art. Ma la realtà ha già preso il sopravvento. La gente pensa: «Cavolo, e se McCain vincesse e poi gli succedesse qualcosa? Sarah Palin diventerebbe presidente degli Usa! Col dito sull’arsenale nucleare più grande del mondo!». No, non credo che il popolo americano si sentirebbe a suo agio."

woody allen intervistato da beppe severgnini per il corriere della sera, 14 ottobre 2008

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13 ottobre 2008
stream of consciousness
Appena sveglio, mi piace molto rimanere a fissare il punto in cui il soffitto e il muro si incontrano. Bianco su bianco, uguali eppure separati. Lo fisso a lungo, immobile, come fossi senz'arti, mentre sento il tempo scivolare via al ritmo del battito del mio cuore. Così mi osservo come un estraneo, finché la vita non mi richiama a sé, sotto forma di rumore che infrange l'atmosfera cristallizzata e fragile che caratterizza il periodo che, dal termine del sonno, va fino al risveglio vero e proprio. Un limbo, fuori dalla coscienza, dal tempo e dallo spazio, in cui immagini del passato, sogni, speranze e paure future danzano promiscui, indistinguibili; interrotti da momenti di nulla, senza capire dove finiscano i primi e inizino i secondi. È uno stato di emozione e di ansia: quelle di quando si osserva di nascosto una cosa segreta, bellissima e spaventosa; un momento effimero in cui si sente di avere a disposizione la risposta a qualunque domanda, senza però avere la volontà di afferrarla.

Come un albero sul quale raccogliere distrattamente pochi frutti inconsapevoli, che si apprezzeranno e gusteranno solo una volta tornati coi piedi per terra.


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12 ottobre 2008
non ci sono più i compagni di una volta
come in molti sapranno, non ho mai avuto una particolare ammirazione nei confronti dei collettivi studenteschi e delle loro idee e prassi di derivazone pseudo-comunista.
alcune cose mi fanno sorridere, come le mobilitazioni o le assemblee permanenti, convocate tutti i giorni o ad orari improponibili (tipo le otto e mezza di mattino), alle quali nessuna persona dotata di un minimo buonsenso prenderebbe anche solo in considerazione di andare.
il risultato è, infatti, la totale assenza di persone di buonsenso.
oppure gli slogan, le parole d'ordine, che sono sempre le stesse. fateci caso: non importa il tema che si sta trattando (la guerra, la pace, l'economia...), si finisce sempre a ripetere le paroline magiche. precarietà (con le derivazioni di precario e precariato), mobilitazione... e così via. basta leggere un volantino per averli letti tutti. e poi, segnatevi come il problema vero sia sempre un altro e la manifestazione debba sempre necessariamente "allargarsi per includere temi più vasti". adoro anche i neologismi ossimorici (su tutti la deprecabile, nonchè ancora sconosciuta, "meritocrazia-classista": a me avevano insegnato che una cosa o è meritocratica, cioè basata sul merito, o è classista, cioè basata su discriminazioni di classe... ma forse sto invecchiando io...), gli errori grammaticali e di battitura con cui ci deliziano, soprattutto le virgole messe a caso, prima, dopo e durante la parola, quasi fossero un jolly. condire con virgole a piacimento.
altro che totò, peppino e la malafemmina... quello era minimalismo!

rivoluzionaria è la loro proposta della "auto-istruzione". in pratica, per questi genii contemporanei, gli studenti universitari dovrebbero sostituire i professori nell'educazione degli altri studenti universitari. la finalità credo sia di "liberare i saperi". a parte che i futuri docenti sono gli autori delle cose meravigliose elencate prima, che già è un notevole titolo di merito, ma per che motivo io dovrei pagare un'università in cui le lezioni le fanno quattro scalmanati che ancora vivono negli anni Settanta (non si è ancora capito di quale secolo)? e poi questi qui hanno sbagliato tutto. hanno anche sbagliato parte politica. non hanno capito che i veri rivoluzionari stanno dall'altra parte, nel PDL. voi credete che se suggerissero questa idea meravigliosa alla gelmini, questa non sarebbe più che lieta di applicarla?
più che "liberare i saperi" qui si sono "aperte le gabbie".

in ogni caso, la cosa che veramente mi irrita più di tutte è che, su qualsiasi tema si organizzi una discussione, questi personaggi devono intervenire, non c'è santo che tenga. ci hanno così deliziato, nel corso degli anni, del loro illuminante parere su tutto lo scibile umano (energia nucleare, giustizia, università, fecondazione assistita...), ovviamente senza mai leggere nulla sull'argomento, non sia mai! chè quelle sono cose da "vecchi baroni finanziati dalle multinazionali per tenere il vero sapere sotto il tacco dell'apparato guerrafondaio-confindustriale attraverso una università che applica la meritocrazia-classista e contro la quale i precari e gli operai devono unirsi in una battaglia comune".

perchè, comunque, "il vero problema è un altro."

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CULTURA
7 ottobre 2008
non ora. non qui.
in casa mia ci sono tutte le cose inutili, non manca che il necessario: un grande squarcio di cielo come qui.
cercate di conservare sempre un brandello di cielo sulla vostra vita, ragazzo.
avete un'anima bella, di una qualità rara, una natura d'artista, non lasciatele mancare ciò di cui ha bisogno.


marcel proust - alla ricerca del tempo perduto, vol. 1: dalla parte di swan.

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6 ottobre 2008
post-it (mala tempora)


       foto di antonio nasso - il violento incidere dell'oggi


in fondo,
molto in fondo,
sono sicuro che il mondo rinsavirà.
prima o poi.




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30 settembre 2008
ho come una spiacevole sensazione

Gesù piccino picciò, Gesù Bambino,
fa che venga la guerra prima che si può.
Fa che sia pulita come una ferita piccina picciò,
fa che sia breve come un fiocco di neve.
E fa che si porti via la malamorte e la malattia,
fa che duri poco e che sia come un gioco.
Tu che conosci la stazione e tutti quelli che ci vanno a dormire,
fagli avere un giorno l'occasione di potere anche loro partire.
Partire senza biglietto, senza biglietto
volare via, per essere davvero liberi non occorre la ferrovia.
E fa che piova un pò di meno sopra quelli che non hanno ombrello
e fa che dopo questa guerra il tempo sia più bello.

Gesù piccino picciò, Gesù Bambino comprato a rate,
chissà se questa guerra potrà finire prima dell'estate,
perchè sarebbe bello spogliarci tutti e andare al mare
e avere dentro agli occhi, dentro al cuore,
tanti giorni ancora da passare.
E ad ogni compleanno guardare il cielo
ed essere d'accordo e non avere più paura,
la paura è soltanto un ricordo.

Gesù piccino picciò, Gesù Bambino alla deriva,
se questa guerra deve proprio farsi fa che non sia cattiva.
Tu che le hai viste tutte e sai che tutto non è ancora niente,
se questa guerra deve proprio farsi fa che non la faccia la gente.
E poi perdona tutti quanti, tutti quanti tranne qualcuno,
e quando poi sarà finita fa che non la ricordi nessuno.

francesco de gregori - gesù bambino


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28 settembre 2008
come da manuale
ri|càt|to
s.m.

1 AU estorsione di una somma di denaro mediante minacce o violenze: non sottostare a un r., cedere a un r. | estens., scherz., richiesta a cui è impossibile opporre un diniego: l’alternativa che mi proponi è un r., questo è un r.!

2
TS dir., nel vecchio codice penale italiano, sequestro di persona a scopo di rapina o estorsione

3
OB riscatto di qcn. dalla condizione di schiavitù | prezzo pagato per tale riscatto

4
OB vendetta, ritorsione | ripicca

- fonte: dizionario de mauro-paravia della lingua italiana

Berlusconi: «Sono assolutamente convinto» che il 'lodo Alfano' passerà il vaglio della Consulta. Se non passasse, allora ci sarebbe da fare una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario e su tutto ciò che abbiamo visto accadere recentemente a Milano». 

http://www.corriere.it/politica/08_settembre_28/veltroni_fantapolitica_reazioni_cicchitto_2d6ccb6a-8d46-11dd-90cc-00144f02aabc.shtml
21 settembre 2008
forza itavia!
Ora d'aria
l'Unità, 20 settembre 2008


Siccome è una splendida notizia, sperando che sia definitiva, la ritirata dei 18 furbetti della Cai che volevano papparsi Alitalia a spese nostre e dei lavoratori è stata accolta dai nove decimi della stampa italiana come una rovinosa jattura. S’è listato a lutto persino il Tg1 di Johnny Raiotta, che non prenderebbe posizione contro il governo nemmeno se ripristinasse il rogo (“Il Consiglio dei ministri vara il nuovo pacchetto sicurezza per difendere i cittadini dalle streghe e dagli eretici ereditati dal precedente governo: soddisfazione nella maggioranza, possibilista l’opposizione”). Infatti s’è schierato a favore del governo contro i dipendenti Alitalia che si oppongono allo scippo di stipendi e posti di lavoro per ingrassare i compari del Cainano, dunque il cosiddetto servizio pubblico li ha dipinti come figure “bizzarre” che “festeggiano mentre il Titanic affonda”.

E dire che di occasioni per schierarsi sul caso Alitalia, in questi mesi, Raiotta ne avrebbe avute parecchie. Poteva definire “bizzarro” il niet di Al Tappone all’Air France che,grazie a Prodi e Padoa-Schioppa, era pronta a comprarsi Alitalia con dentro tutti i debiti e i tre quarti degli attuali esuberi. Poteva definire “bizzarro” il salvataggio dell’AirOne di Carlo Toto, il patriota dell’italianità che, fra il lusco e il brusco, regalava all’Alitalia, cioè a noi, il suo miliardo di italianissimi debiti. Poteva definire “bizzarri” i conflitti d’interessi di Colaninno, Benetton, Marcegaglia, Gavio, Ligresti, Passera, Tronchetti Dov'Era e compagnia volante. Poteva definire “bizzarro” che il governo cambiasse tre leggi e abolisse l’antitrust per i porci comodi di lorsignori. Poteva definire “bizzarra” la buonuscita di 8 milioni di euro donata al terz’ultimo presidente, Giancarlo Cimoli, nominato dal governo Berlusconi2. Poteva definire “bizzarre” le accuse del governo e dei suoi house-organ alla terribile lobby dei piloti, colpevoli di tutto, anche del buco dell’ozono, visto che un pilota Alitalia costa il 25-30% in meno di un collega di Air France, Lufthansa, British e Iberia e che comunque gli stipendi del personale viaggiante incidono pochissimo sulle spese d’esercizio. Poteva definire “bizzarre” le accuse alla Cgil che, contrariamente a quel che si racconta, ha firmato l’accordo con la Cai per il personale di terra, ma non poteva farlo per i piloti visto che in maggioranza non aderiscono alla triade confederale.

Poteva definire “bizzarra” la latitanza dei politici i quali, dopo aver divorato letteralmente Alitalia per 15 anni, hanno accuratamente evitato - Di Pietro a parte - di portare la loro solidarietà alle migliaia di lavoratori in ansia. Poteva definire “bizzarra” la trattativa clandestina e parallela avviata dal solito Gianni Letta con Lufthansa (tanto più bizzarra in quanto Al Tappone aveva sempre parlato di “cordata italiana”, mentre pare che Lufthansa sia leggerissimamente tedesca, comunque non più di quanto Air France fosse francese). Poteva definire “bizzarra” la minaccia del Cainano ai sindacati di negare cassintegrazione e mobilità lunga ai dipendenti Alitalia in esubero se fosse stata respinta l’offerta dei suoi 18 amichetti, una sorta di estorsione con mezzi pubblici per fini privati. Poteva definire “bizzarra” la rinuncia del governo e del commissario Fantozzi a cercare sul mercato acquirenti alternativi per una compagnia che - come notava ieri Boeri su Repubblica - ne aveva trovato uno anche quand’era piena di debiti e non dovrebbe faticare a trovarne oggi che non ne ha più (perché li paghiamo noi).

Volendo poi esagerare, Johhny Raiotta e il suo tiggì potevano definire “bizzarra” la malagestione partitocratica dell’Alitalia negli ultimi 15 anni, facendo nomi e cognomi dei manager, anzi dei magnager, che l’hanno spolpata, ciascuno col suo sponsor politico in sovrimpressione. E potevano definire “bizzarre” certe rotte aeree imposte alla compagnia di bandiera da ministri della prima e della seconda Repubblica, ansiosi di atterrare nel cortile di casa propria (il volo Treviso-Roma per far contento il dc Bernini, il volo Crotone-Roma perché l’Udc Tassone ci teneva tanto, il volo Albenga-Roma per recapitare a domicilio il ministro forzista Scajola). Ma, come diceva Victor Hugo, c’è gente che pagherebbe per vendersi. Figurarsi il partigiano Johnny, per giunta alla vigilia dell’annunciato ribaltone alla Rai e, si spera, anche al Tg1. Così ha buttato il cuore oltre l'ostacolo e ha definito “bizzarri” i lavoratori che osano financo difendere lo stipendio e il posto di lavoro. Come sempre, dalla parte dei più deboli.

di Marco Travaglio

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18 settembre 2008
angelino tu non stai bene

MILANO- Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha annunciato in apertura del suo discorso all'università Cattolica di Milano, che non autorizzerà i pubblici ministeri a procedere nei confronti di Sabina Guzzanti per l'ipotesi di vilipendio del Papa al No Cav Day che si è svolto l'8 luglio scorso in piazza Navona a Roma.

"Nonostante il parere favorevole sulla procedibilità - ha spiegato Alfano - nei confronti di Sabina Guzzanti, ho deciso di non concedere l'autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa che prevalgono alle offese stesse". Il ministro della Giustizia ha quindi aggiunto che la decisione è stata presa anche perché "la Guzzanti si è assunta le responsabilità di ciò che ha detto. La stagione delle riforme - ha concluso - impone di spegnere i focolai e di non appiccare nuovi incendi".


(la repubblica, 18 settembre 2008)


da quando in qua è il (cosiddetto) ministro della giustizia a decidere su che inchieste far proseguire e quali interrompere? personalmente ritengo che la guzzanti non abbia vilipeso chicchessia, ma non è questo il punto. sarebbe comunque il caso di portare a termine l'accertamento, senza lasciare questo alone di colpa su di una persona che è stata giudicata (e condannata) a priori solo dal ministro (o presunto tale) alfano che non solo non ci risulta essere un giureconsulto, ma che ricopre un incarico di altro tipo. il ministro della giustizia non deve condannare o assolvere nessuno, non si deve proprio impicciare delle indagini in corso. non è il suo ruolo.
questa è giustizia sommaria, a cui si affianca (con finta magnanimità) un'altrettanto sommaria indulgenza. lo stato di diritto è una cosa diversa.

se la guzzanti ha vilipeso, che paghi. altrimenti le si chieda quantomeno scusa.


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17 settembre 2008
ce lo meritiamo alberto sordi!

Berlusconi: "Da quando ho visitato auschwitz mi sento israliano".

tremo al solo pensare a cosa avrebbe detto se avesse visitato disneyland.


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11 settembre 2008
più pari opportunità per tutti

roma - giro di vite del governo sulla prostituzione

il consiglio dei ministri ha approvato il DDL Carfagna sulla prostituzione. il pacchetto prevede l'arresto da 5 a 15 giorni e l'ammenda da 200 fino a 3000 euro sia per i clienti che per le prostitute.

le ragazze fermate verranno successivamente selezionate per lavori in ambito istituzionale (nel ruolo di ministro o sottosegretario) o televisivo (quantomeno una fiction).


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9 settembre 2008
aridatece zio winston

Un politico deve possedere la capacità di prevedere ciò che avverrà domani, la prossima settimana, il mese prossimo e l'anno prossimo.
E, successivamente, l'abilità di spiegare perchè niente di tutto ciò sia accaduto.

Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre.

Puoi sempre contare sul fatto che gli americani facciano la cosa giusta.
Dopo aver tentato ogni altra soluzione.

Bessie Braddock: "Winston, Lei è ubriaco!"
Winston Churchill: "Bessie, Lei è brutta, ma io domani sarò sobrio!"


                                                                                                                         
Winston Churchill

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